Così il coronavirus cambia la ritualità della Pasqua

Giuseppe Aloisi Una Pasqua diversa: il cardinal Robert Sarah ha inoltrato le indicazioni per le ritualità agli episcopati, che devono tenere conto del Covid-19. Niente processioni e nessuna lavanda dei piedi Le festività pasquali costrette...

Così il coronavirus cambia la ritualità della Pasqua

Una Pasqua diversa: il cardinal Robert Sarah ha inoltrato le indicazioni per le ritualità agli episcopati, che devono tenere conto del Covid-19. Niente processioni e nessuna lavanda dei piedi

Le festività pasquali costrette a fare i conti con la pandemia dovuta al Covid-19. Anche la Pasqua, in relazione alle sue declinazioni celebrative, e non certo in funzione del suo significato, che resta immutato, sarà influenzata da quello che sta accadendo nel mondo.

Del resto il pontefice della Chiesa cattolica ha già disposto su tutta una serie di eccezioni che riguardano anche gli appuntamenti pubblici che erano stati calendarizzati per i prossimi mesi, aprile compreso. Bergoglio ha dovuto rincunciare, per ora, anche a "The Economy of Francis", che si sarebbe dovuto svolgere a marzo, ad Assisi, e che avrebbe dovuto rappresentare uno spartiacque del suo pontificato. Quest'anno la Pasqua cadrà il 12 del mese appena citato, ma Papa Francesco dovrò presiedere ogni funzione prevista senza che i fedeli possano partecipare dal vivo. E questa è una novità forse assoluta nella storia contemporanea. Ma non è l'unico elemento straordinario dovuto alla pericolosità dei contagi che derivano dalla circolazione del coronavirus. Il Covid-19, come sappiamo, ha interessato pure il Vaticano, con almeno un caso che è stato confermato dalla Sala Stampa. Ma il punto, adesso, è comprendere le modalità tramite cui si svolgeranno le varie tradizionali ritualità pasquali.

Si parte dalla Messa crismale, che come sottolineato pure da Avvenire in questi giorni, dovrebbe avere luogo il giovedì prima della domenica centrale. In considerazione delle circostanze eccezionali, per quest'annualità è stato decretato che quella Messa si possa rimandare. La lavanda dei piedi, poi, non può essere organizzata come sarebbe stato consueto se la pandemia non fosse scoppiata. Il cardinale Robert Sarah, che è il prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, è stato piuttosto chiaro sul punto. Il porporato africano ha inoltrato delle indicazioni dettagliate agli espiscopati. Di solito, per via della Pasqua, sarebbero state organizzate delle processioni, penitenziali o no: niente assembramenti, dunque niente processioni. E pure quelle potranno essere spostate nel tempo, nella speranza che la situazione migliori, per esempio, con la fine della prossima stagione estiva, dove si potrà provare a recuperare qualcosa. E per quanto riguarda il Triduo pasquale?

Sempre la fonte sopracitata chiarisce quale sia la linea di Sarah, che con ogni probabilità si è confrontato con il Santo Padre, prima di scrivere quanto segue: "...i vescovi daranno indicazioni, concordate con la Conferenza episcopale, affinché nella chiesa cattedrale e nelle chiese parrocchiali, pur senza la partecipazione fisica dei fedeli, il vescovo e i par- roci celebrino i misteri liturgici del Triduo pasquale, avvisando i fedeli dell'ora d' inizio in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni". Sarà una Pasqua differente. Su questo non c'è mezzo dubbio. Ma sarà anche una Pasqua significativa, per via di quello che il globo terrestre è costretto ad affrontare. E Papa Francesco ha già domandato al Signore di fermare mediante le sue mani la progressione della epidemia.

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